La Giornata Mondiale del Cazzo è un successo, ma le femministe non ci stanno

Diviel Boviel
Scritto da Diviel Boviel - 29.06.2021
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Si sono appena conclusi i festeggiamenti per la quarta edizione della Giornata Mondiale del Cazzo, istituita nel 2017 in onore di uno che aveva avuto una giornataccia.

Digressione. Il signore in questione, un americano di 54 anni la cui identità rimane un mistero, dopo un interminabile doppio turno in fonderia nella quale aveva perso un dito, e dopo aver forato due gomme sulla strada verso casa, che ha dovuto percorrere a piedi sotto l’impietoso sole di Odessa (quella in Texas)alle due del pomeriggio, è rincasato sperando di potersi fare una doccia per scoprire che la sua ex moglie, alla quale erano ancora intestate le bollette, non aveva pagato l’acqua, e il fornitore aveva interrotto il servizio. Aria condizionata non funzionante, frigorifero senza nemmeno una birra, questo signore ha pensato bene di sedersi in poltrona per rilassarsi un po’, magari guardando una partita di football, o di baseball, o di Parrises Squares. I canali via cavo non funzionanti per colpa della ex moglie di cui sopra, l’ometto si è ritrovato a guardare il remake di Dirty Dancing, un aborto diretto da Wayne Blair con una non più adolescente ma cresciuta benissimo Abigail Breslin, la bambina di Little Miss Sunshine. Disgustato dal film ma arrapato dalla Breslin, si è addormentato senza riuscire a vedere la fine della pellicola, per risvegliarsi con le mutande bagnate. Ha ordinato una pizza e gliel’hanno consegnata in ritardo e senza ananas (in America va fortissimo). La sua giovane amante era a casa del fidanzato e non potevano vedersi. Il suo gatto è morto. Un camion della raccolta rifiuti gli ha sfasciato la buchetta della posta. Sua sorella si è presa la tubercolosi. In corridoio ha inciampato e cadendo ha battuto la testa ed è finito in coma. L’ex moglie ha firmato per staccare la spina alle macchine che lo tenevano in vita. Gli amici organizzarono una cerimonia molto intima, ma alla quale intervennero moltissime personalità, incuriosite dalla giornata particolarissima del tizio, che intanto aveva fatto notizia. Tra queste, oltre all’ex presidente Clinton e alla star del basket Michael Jordan, entrambi con una certa esperienza in sfiga, la stessa Abigail Breslin. Fu sua l’idea di istituire la Giornata Mondiale del Cazzo, per sensibilizzare il pianeta sul problema delle giornate storte.

Questa edizione ha riscosso un successo senza precedenti. C’è da scommetterci, complice la pandemia, ma quest’ultima non ha fermato manifestazioni nelle più importanti città del mondo, con sfilate e concerti e solo qualche incidente isolato. A Varese sono saliti sul palco, insieme, Silvio Berlusconi e Fausto Bertinotti, che hanno cantato qualche canzone del cazzo prima di abbracciarsi come vecchi compagni di avventure, davanti a mezzo milione di persone. A Monaco di Baviera gruppi neo-nazisti hanno inscenato la sconfitta della Germania alla fine della Guerra, mentre un gruppo teatrale recitava la deportazione e lo sterminio degli ebrei. Scene del genere si sono viste un po’ ovunque, ogni paese ha partecipato dando il suo personale contributo e la sua interpretazione di quello che è la Giornata Mondiale del Cazzo, per ricordare che ogni tanto capita a tutti, proprio a tutti, di avere una giornata no.

Purtroppo le femministe più incallite e famose non hanno perso l’occasione per sottolineare come l’ennesima giornata importante, l’ennesima manifestazione planetaria sia il simbolo del maschilismo più becero, nonostante fosse stata proprio una donna a promuovere la festività. Ellen Page, che ora si fa chiamare Elliot e vabbè, Alicia Keys, Emma Watson, Madonna, Michelle Obama, Frida Kahlo e Lisa Simpson, hanno tutte postato sui social il loro disappunto mostrando le parti intime e beccandosi un ban a tempo indeterminato su diverse piattaforme, #pussyday è immediatamente diventato trending topic su Twitter, e la provocatoria proposta di una Giornata Mondiale della Figa sembra sarà presa seriamente in considerazione.

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