I buchi neri potrebbero nascondere più di quello che crediamo

Diviel Boviel
Scritto da Diviel Boviel - 12.07.2021
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Un recente studio portato a termine dalla NASA in collaborazione con l'ESA, utilizzando il telescopio spaziale Hubble che al momento è un pochino in panne, e il radiotelescopio di Arecibo in Portorico che è crollato tempo fa ma lo fanno lavorare lo stesso, ha evidenziato come i buchi neri, quelle cose grosse e buie che stanno in cielo anche se non le vedete e si mangiano tutto quello che capita loro a tiro, in un passato non troppo remoto sarebbero riusciti a risucchiare al loro interno (o sul loro esterno, la questione della superficie non è ancora risolta) oggetti delle dimensioni più diverse, dalla composizione chimica molto varia, provenienti anche da zone della galassia molto lontane, corpi la cui sparizione fino ad oggi non avevamo collegato a questi aspirapolvere cosmici.

Il meccanismo è ancora oggetto di studio ma il collegamento tra i buchi neri e lo smarrimento di moltissime strutture ben conosciute sembra ormai certo. È un paper molto tecnico pieno di grafici e formule matematiche complicatissime e meccanica quantistica e velocità relativistiche, io non è che l'ho letto tutto, ma sembra interessantissimo. Visto il grado di preparazione necessaria per poter solo decifrare i titoli accademici dei ricercatori, non è stato nemmeno sottoposto a peer review. L'hanno pubblicato direttamente sul Daily Mail e sulla sua versione web, il Mail Online, testate note per il loro alto indice di affidabilità, sperando di divulgare il più velocemente possibile i dati raccolti.

Ecco un'immagine di un buco nero.

Questi mostri cosmici, grazie alla loro enorme massa, attirano a sé qualsiasi cosa e la distruggono per sempre, e una volta che ci sei finito dentro ciao, è finita, sei morto. E sei morto malissimo, sei morto per spaghettificazione, un'esperienza curiosa sulla quale potete documentarvi, dovreste documentarvi. Documentatevi, capre. Comunque, esperienza curiosa ma che non auguro a quasi nessuno.

Il buco nero più vicino alla Terra dista circa un migliaio di anni luce, ma sarebbe responsabile della sparizione di moltissimi corpi che inspiegabilmente non riusciamo più a scorgere, né ad occhio nudo, né utilizzando i più moderni apparecchi tipo che ne so, il telescopio spaziale James Webb o il Chandra X-ray Observatory, oggetti inesorabilmente persi. Ad esempio io ho perso: stamattina le chiavi della macchina, 10 euri che stavano nella tasca dei pantaloncini con cui sono andato al mare sabato scorso, e le AirPod. Le AirPod non lo so dove stavano.

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